Un gran film, in due parti, interpretato magistralmente da Benicio Del Toro; la storia di un uomo come tanti altri eppure come tanti diverso, capace di ideali per alcuni sconosciuti e contagiosi, capace di trattare gli uomini senza svenderne la dignità. Una leggenda e come tale portatore di speranza, in lui si sono riconosciute moltitudini, generazioni e per lui si sono uniti anche opposti pensieri. Persino chi crede fermamente e fondamentalmente nella pace e nella fratellanza, rifuggendo qualsiasi forma di violenza ha riconosciuto onore a chi si è battuto scegliendo un'altra via... ma nella convinzione dell'istruzione per tutti, della sanità pubblica, dell'unità nazionale in una nazione sempre più grande che supera i confini imposti dai meri colori fino a diventare umanità... Cosa è stato allora? Una chimera, una illusione, una forza armata di pensiero? Il momento storico lo ha visto lottare per dei fondamenti sociali condivisi e condivisibili, che poi nel tempo tali fondamenti abbiano subito interferenze e scossoni ad opera della precaria e confusionaria natura dell'essere umano è solo storia. La stessa storia che potremmo accostare ad altri grandi di ogni tempo, identificabili in protagonisti agli antipodi l'uno dagli altri per metodo e per credo e per amore di volontà che hanno lasciato il testimone a coloro che hanno in parte continuato un progetto già delineato, ma variandone sensibilmente struttura, localizzazione e percorso formativo... non è azzardato dire che persino San Francesco aveva a cuore un'opera che spesso lascia dei dubbi circa il proseguimento avuto dai suoi ideali... per non parlare di colui che ha ispirato il 'sole' di Assisi come lo chiama Dante; possiamo forse dire che il suo insegnamento sia stato seguito alla lettera?. Cos'è che fa cambiare strada alle buone intenzioni? Forse l'impossibilità di realizzare quel mondo così perfetto nei discorsi e nella dialettica, sia questa diffusa da un palco, da un monte, da una chiesa minuscola a pochi fedeli, da un campo di battaglia per la liberazione di una città al tempo dei romani, di un popolo al tempo dell'evo medio, di una nazione vestiti di camicie rosse o da un paese fantasma nelle terre impervie dell'America Latina? Eppure nonostante tutto qualcosa unisce questi protagonisti della storia, dei quali troviamo a memoria monumenti e targhe in ogni parte del mondo... un filo sottilissimo attraversa le pagine dei diari, degli appunti di viaggio, delle biografie, dei testi sacri, di tutto ciò che è stato tramandato in loro nome. Si tratta di un riconoscimento postumo, solo di una sorta di venerazione a posteriori che tributa ad alcuni uomini accuratamente scelti di aver vissuto come eroi per la necessità di avere degli eroi oppure... oppure, in ciò che è arrivato fino a noi c'era del vero? Magari del profondamente vero che vibra ancora per ciascuna corda dei cuori toccata ad ogni scoccare del tempo che passa. Forse a noi sta raccogliere le informazioni lasciate lungo la strada, gli indizi utili a collezionare quel libretto delle istruzioni da confrontare con l'attualità in modo tale da non cadere in anacronismi, ma consapevoli di radici comuni che hanno avuto come comune intento di rendere rigogliosa la stessa pianta.
"Che" Guevara era morto, ma ognuno lo credeva che con noi il suo pensiero nel mondo rimaneva" (F. Guccini)