Confessare una passione potrebbe essere un memeFlash. I Tarallini sono una passione irrinunciabile, come le ciliegine che si trascinano vicendevolmente, interrompere la catena è dura. Capita spesso di consumarne in quantità notevoli e di ritrovarsi con il sacchetto vuoto. Non parliamo di una prelibatezza complicata, di un Must o di un food Trendy e Top... ma della semplicità casereccia allo stato puro. Un alimento che pone le sue radici nel Sud d'Italia e lì vado a ritrovare quel sapore familiare. Il cassetto dei ricordi si apre su una mensolina di legno (non trattata, non lucida, pure un poco sbilenca e grinzosa) in un ripostiglio, sopra una latta di olio ed accanto ad un grappolone di pomodorini appesi al muro. Nell'aria un forte odore di aglio e cipolla che fan capolino dalla parete opposta ed in terra patate ancora sporche di terra. Chissà come mai quel sacchetto di tarallini si trovava lì, ma lì me lo ricordo. Da quel ripostiglio si apriva una piccola apertura chiusa con un semplice telo arancione, nessuna finestra, nessuna grata, solo quella tendina arancione in stoffa grezza che teneva lontani gli insetti... forse, ma a memoria mi pare che non funzionasse benissimo. Un pomeriggio d'estate e nel cielo un sole caldo che abbagliava lo sguardo e che cuoceva l'intonaco esterno di quelle case bianchissime di paese. Dentro quella stanzina invece faceva quasi freddo e l'umidità era visibile sul fondo delle pareti dove correva una strisciata di muffa, che guai a parlarne male, faceva parte dell'arredamento e del microclima che altrimenti formaggi e salumi... addio. Nonno era fuori con la bicicletta, nonna in qualche stanza a cucire e borbottare, mamma e sorellina sul balcone rispettivamente a leggere e a colorare e papà in campagna a raccogliere fichi o susine, se non qualche verdura strana o, se era piovuto di recente, lumachine... ed io leggevo a mia volta qualche libro di avventure fantasticamente sgranocchiando. Lì affonda il ricordo e forse è parte di quel che ancora adesso sento nell'assaggiare questi strani e buonissimi anellini di pasta.










Questo sceneggiato andato in onda a puntate sulla Rai e realizzato dal famoso trio Marchesini, Lopez e Solenghi è stato un vero schiaffo al buon Manzoni, lo schiaffo del soldato potremmo dire visto che Manzoni in cuor suo se la rideva di gusto. Alcune scene sono diventate dei Cult della televisione italiana; ad esempio l'incontro con la Monaca di Mmmonza, oppure il padre Cristoforo ricoperto di sonaglini e trombette, donna Prassede molto mascolina, la Pantera Rosa che entra in Convento... e poi Bella Figheira, la donna di Don Rodrigo, l'Innominato che si pente in diretta TV e poi si mangia la giornalista, il reportage dal cimitero... l'elezione di Miss Lecco... e tanto altro.
A noi piace chiamarla "Festa dello Sport" perché Fitness oltre ad identificare uno stereotipo trendy si perde anche nel mare di equivoci celati e malcelati dietro un mondo fatto di estetismo puro... crediamo invece che ci sia ben altro oltre la vetrina o, se preferite, oltre lo specchio. Non Fitness a tutti i costi e non palestra per piacere o per piacersi ma per stare bene, per sentirsi sereni, in questo involucro che ci segue, ci accompagna; che ci è stato dato in dono ed un giorno lo dovremo restituire. Allora
Viva lo Sport per Tutti. Per stare insieme, per competere nella lealtà, per crescere insieme e capire il senso della solidarietà e del reciproco rispetto... e rispetto significa anche realizzarsi fisicamente senza dover a quel punto giudicare gli altri o minarne la serenità emotiva producendo una rappresentazione della realtà che faccia più o meno comodo, la bellezza non è nel Fitness ma dentro ognuno di noi e si esprime nei modi più svariati e sensazionali. Lo Sport unisce e non divide. Al bando quelli che indicano i modelli da seguire, non ci sono modelli, ci sono solo uomini, esseri umani, tutti diversi e tutti diversamente speciali che corrono, sudano, ballano, danzano, giocano... per se stessi, tra la gente.
Anche per una storia strana, di quelle che devi vederle per poterti esprimere perché anche la copertina, la trama.. il sentito dire non basta. Un film dai toni forti e quasi sgarbato ma mai volgare. Un narratore sublime, quel Gastone Moschin amico di... Amici Miei. Tra una città fatta di dettagli, di selciati bagnati e di spiragli di luce dalle finestre ed una campagna sconfinata nella coloratissima Val d'Orcia. Sogni ed incubi, rincorse e fughe. Sguardi attenti ad intravedere qualcosa che ha già superato l'orizzonte e non c'è più ma lascia sullo sfondo un'immagine sfarfallante nell'umidità dell'aria. Fortunatamente o purtroppo in certi artisti c'è gran parte di qualcosa che difficilmente potremo mai afferrare, si tratta di tutto il personale condensato, stipato, pressato in quel piccolo cassetto dove alloggiano le ispirazioni.
Libri esauriti e fuori commercio, edizioni rare ed introvabili, fumetti antichi e vere e proprie 'chicche' per collezionisti. Oltre 30 espositori all'interno di una tra le piazze più belle del mondo. Per i partecipanti, come avviene sempre, sarà piacevole toccare, sfiorare, annusare quelle pagine ingiallite e cercare particolari tra le tavole e le inchiostrate, le stampe e le date in seconda e quarta pagina. Sarà la fiera di un bene prezioso e speciale che ci accomuna fortemente al passato e che forse tendiamo ad emarginare nel futuro presente; salvo poi commuoverci o divertirci, piuttosto che semplicemente interessarci, nello sfogliare pagine note o meno note, vissute o da vivere che si offrono alle più svariate interpretazioni perché la lettura libera la più sfrenata fantasia, oltre qualsiasi rappresentazione grafica od effetto speciale.
Sarà un'occasione per alcuni di noi di salutare diversi cari amici, ambulanti e non, venditori e ricercatori attenti e meticolosi di Libri e Fumetti che con tanta passione tengono in vita un vero tesoro sociale e culturale per la città e per tutti coloro che si fermeranno a sfogliarla.
Domenica ore 12 e 30. Fatti diversi acquisti carini, rovistando in scatole e scatoloni con decine e decine di libri, volumi, racconti per ragazzi, riviste, fumetti e tanti fantastici esemplari esposti sui banchi a prezzi, ad esser sinceri, neppure tanto alti (fatta eccezione per quel... e per quell'altro classico che però...). Questo, se non il più prezioso, certamente l'acquisto più carino e sentito della mattinata: La Storia illustrata (fantastici disegni particolareggiati) di Firenze, dal primo insediamento Etrusco agli anni della Guerra e la ricostruzione, passando per personaggi come Dante, Giotto, Lorenzo il Magnifico, Leonardo, Michelangelo, Savonarola, Galileo e poi i grandi nomi dei salotti e delle Riviste fiorentine che portano sull'Arno Manzoni, Leopardi, Shelley, Byron... e poi gli architetti Poggi, Michelucci...
Amo scoprire posti e città nuove, in molte, una volta viste, avrei voluto restarci. Perché in una semplice visita non riesci ad entrare nel microsistema e ti senti sempre e comunque un estraneo al quale può piacere tutto solo per la sorpresa.
Un'avventura sensazionale ed unica vissuta nel 2007 da due persone a me carissime, mia sorella Carlotta ed il grande amico Roberto. Proprio Roberto inaugurerà una mostra fotografica Sabato 10 maggio alle ore 16:00 presso il Centro Coop 'Le Piagge' di Firenze. Il suo Diario di viaggio, con la scrittura sensibile e forte di un ragazzo che è entrato in perfetta sintonia con l'esperienza che andava giorno per giorno vivendo, è l'esempio di un messaggio che può ancora colpire le nuove generazioni e lasciare un profondo segno nella propria crescita personale.
Entrambi questi ragazzi hanno affrontato qualcosa che per molte persone risulta impossibile da concepire e per altre presenta il fascino dell'esperienza da vivere prima o poi in questa o in altre vite. Giorni e giorni camminando lungo strade battute dal sole e dal vento, sotto la pioggia o attraverso il fango, fianco a fianco con decine e decine di pellegrini da tutto il mondo parlando lingue inspiegabilmente comprensibili, come se all'interno di questa avventura tutte le regole mutassero lasciando cadere anche le barriere più stabili. Cene all'aperto, pranzi fugaci, notti che non arrivavano o arrivavano troppo presto... racconti
di vita ed ascolto del prossimo, condivisione di spazi e respiri intrecciati a vite sensibilmente distanti eppure vicinissime. Scarpe troppo strette per piedi che vorrebbero correre e bastoni pesanti per lasciarsi trasportare. Occhi che guardano lontano sfuggendo i raggi del sole, di quel sole che prende forza dentro ognuno modificandosi fino ad immedesimarsi con quella radiosa conchiglia che, presente lungo il sentiero, indica benevola la strada...
Cornelio è uno scrittore, autore, presentatore TV che ha perso l'ispirazione, che dopo aver prodotto tanto incontra ad un certo punto la pagina bianca e non vede altro davanti a se'. Cornelio, nella sua raffigurazione fumettistica, assomiglia in modo incredibile al grande Carlo Lucarelli. Allora sveliamo un'altra parte del mistero misterioso, Cornelio è Carlo, oppure Carlo è Cornelio, o meglio, Se Carlo fosse un fumetto, allora sarebbe Cornelio Bizzarro.
attiva nel tempo.
APERTI IL 1° MAGGIO, 21 LE MULTE ELEVATE DALLA POLIZIA MUNICIPALE - Ventuno multe. E' questo il bilancio dei controlli effettuati ieri, 1° maggio, dagli agenti del reparto annona della Polizia Municipali. Nel mirino gli esercizi commerciali colti in flagrante violazione dell'obbligo di chiusura. Si tratta soprattutto di negozi di abbigliamento e articoli in pelle in centro e di alcuni esercizi in zona stadio. (mf) "
Firenze - dal 25 Aprile al 4 Maggio alla Fortezza da Basso (l'altra Fortezza fiorentina è in alto, il Forte di Belvedere). Tripudio di prodotti tipici di ogni parte d'Italia e del mondo. La presenza del pubblico è un po' diminuita a detta di alcuni operatori, ma coloro che ci sono per la prima volta non si lamentano più di tanto, in certe occasioni sono anche la collocazione del proprio Stand, lo spazio a disposizione ed altre variabili a decretare il successo o meno dell'evento.
. Perché poi dopo aver assaggiato la ricotta di Bufala, un cannolo siciliano, un raviolo al tartufo nasce tutto un discorso sulla cucina, sui sapori... La salsa piccante detta "Bomba" piuttosto che il salame calabrese, la stracciatella di mozzarella pugliese piuttosto che la provola affumicata o il lardo in marmo di colonnata... l'aglio aromatizzato che non puzza di aglio, il peperoncino ripieno, l'oliva snocciolata saporitissima, il pecorino, la pasta di mandorle, la pastiera napoletana... ecc... ecc... Non mancano Stand che stonano un po' con la rassegna... ad esempio tra gli alimentari, il Box della compagnia telefonica 3 (artigianato?) e della Folletto (?)
Fantastica l'unione tra culture diverse ed il riconoscere anche ambienti familiari; spiegavo ad un amico la tecnica di pesca al boccaccio usando l'esca della ricotta forte per i cefali dello Ionio che si affaccia il proprietario dello Stand... nel racconto devo aver abusato, per trasporto, di una certa inflessione dialettale tanto che... "Senti ma tu di che parte della Puglia sei"? Di nessuna - ho risposto - son fiorentino, ma capito spesso dalle vostre parti e le mie origini sono pugliesi. Da questo è nata una spassosa chiacchierata condita di luoghi di frequentazione comune, di aneddoti, di feste in cui sicuramente ci saremo incrociati, lui come ambulante ed io come cliente, di frasi storiche e caratteristiche come "C' na ma sci, sciamaninn; c'nana ma sci na g'n'scim scenn" ovvero "Se ce ne dobbiamo andare andiamo, se non dobbiamo andare, non andiamoci" uno scioglilingua che, contrariamente ai soliti giochi di parole, risulta essere molto, molto in uso nel parlare comune.